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16 Giu

Anche nella sua 94esima edizione, Pitti Uomo, la più grande fiera maschile al mondo in scena a Firenze, si conferma punto di riferimento per il menswear internazionale. Oltre al numero sempre crescente di visite (oltre 30.000) e stand espositivi, ad aumentare sono anche i compratori (circa 20.000 con 8.400 buyers dall’estero, dalla Germania agli Usa, dal Giappone alla Turchia fino in Russia) che registrano un +3% rispetto a giugno 2017. Nella rocca militare medicea di 60mila metri quadri di idee, riflettori puntati sulle proposte per la primavera-estate 2019 di 1.240 aziende, più del 45% in arrivo dall’estero, che puntano a rinvigorire la voglia di moda per una clientela scaltra e sempre collegata ai social, con proposte inedite e accattivanti, mixando la grande tradizione manifatturiera italiana con l’approccio visionario verso il futuro dello stile per lui. Un’edizione dagli ottimi risultati e ricca di novità dunque, quella di Pitti 94: ripercorriamo insieme gli eventi e le tendenze che hanno lasciato il segno e faranno del 2019 un’annata da ricordare.

LO SPORTSWEAR è oggi il linguaggio visivo più diffuso, riconoscibile e amato da Millennial e Generazione Z, fasce d’età tanto corteggiate quanto esclusive; nella moda lo hanno capito tutti, sia i grandi marchi specializzati, da tempo protagonisti dello stile, che gli emblemi dell’eleganza più tradizionale e lussuosa, impegnati in un’appropriazione del genere che piace sempre di più. Merito anche della diffusione virale che questo universo ha nella vita quotidiana, nella strada, visto che è da lì che spesso nascono manie e tendenze contemporanee.

ROBERTO CAVALLI – Da poco più di un anno ha assunto un incarico prestigioso quanto impegnativo Paul Surridge, stilista inglese, direttore creativo del brand che ha appena sfilatato sul sagrato della Certosa di Firenze, luogo del misticismo mai aperto prima d’ora ad eventi di moda, come special guest di Pitti Uomo 94. In passerella solo Moda Maschile sullo sfondo musicale di Bjork, simbolo di positività e di bellezza sublimata. Una collezione che esplora l’eleganza maschile, sartoriale, con dettagli artigianali e proposte tecniche e manifatture d’un tempo dal fascino intatto. Sulla maglia e sulla pelle.

Il primo trench creato da Herno nel 1948.

HAPPY BIRTHDAY HERNO, LARDINI E PIGNATELLI – Alcuni compleanni sono sinonimo di grande storia imprenditoriale e umana e di successi straordinari: un vero peccato non celebrarli. Il primo è il 70esimo anniversario di Herno, l’azienda capitanata da Claudio Marenzi, presidente e ceo. I festeggiamenti in una magnifica location, la Stazione Leopolda. Si tratta di L.I.B.R.A.R.Y. , un format che sta per “Let Imagination Break Rules and Reveal Yourself”. Insomma, un mega evento per narrare la grandezza di un’azienda che ha segnato il mondo della moda con i suoi traguardi nella ricerca tecnologica dei tessuti più inediti e nell’espressione dello stile made in Italy. Sono 50, invece, gli anni festeggiati da Carlo Pignatelli nel “Salon of Excellence”, a Palazzo Capponi Vettori, in sinergia con la Camera Italiana Buyer Moda. Il celebre sarto presenta le nuove collezioni Uomo Sartgorial e Cerimonia 2019 e un’anteprima di Cerimonia Donna. In scena i prodotti couture celebrativi dell’immaginario creativo della maison, che ripercorrono i temi che hanno ispirato Pignatelli nel corso dei 50 anni della sua carriera e che hanno guidato la nascita di abiti concepiti come opere d’arte: il cinema, il teatro, i personaggi della storia e del costume, icone di stile e protagonisti di sogni passati, presenti e futuri. Gli anni di Lardini, l’azienda nata nel 1978 a Filottrano nelle Marche, sono 40. All’inizio si trattava di un laboratorio sartoriale, poi arrivò la produzione conto terzi per i marchi più altolocati a livello internazionale. Infine la propria etichetta. Tutto inizia da una passione, dal desiderio di realizzare qualcosa di bello, qualcosa che duri.

Un look dalla sfilata di Roberto Cavalli firmato Fumito Ganyru.

BIRKENSTOCK SI RIFÀ L’IMMAGINE – 
La sfilata–showcase con party a seguire di Birkenstock è stata memorabile. Il marchio di calzature tedesche ha fatto tappa a Firenze dopo essere stato sei mesi fa a Parigi per presentare il suo restyling in chiave fashion.
FUMITO GANRYU DEBUTTA DA STILISTA INDIPENDENTE 
- Lo stilista nipponico, designer project di Pitti Uomo 94, ha presentato un culture crush tra la tradizione vestimentaria giapponese, con forme ora che ricordano quelle dell’Hakama, ora le tuniche dei monaci buddisti e l’estetica active. Ad aprire la sfilata sono stati dei nuovi Soey, i monaci soldati, con tuniche lunghe e cappuccio ed è subito chiaro che qui menswear è sinonimo di ricerca. Lo show è altamente concettuale, come nella più pura tradizione del fashion made in Japan, dove si lavora per sottrazione, fit asciutti o over, colori basici che spaziano dall’opposizione bianco/nero fino ai primari che sbucano di tanto in tanto e soprattutto ricerca sul tema della contemporaneità, che si esprime nei dettagli gym, con maglie e pantaloni portati a tracolla attraverso ganci di plastica, lunghe cinture in silicone e stratificazioni e sovrapposizioni utility pensate per rispondere alle esigenze di un samurai metropolitano.

GIACCHE RETRO tra il gentiluomo di campagna e l’armatore. Le giacche da uomo della primavera estate 2019 sono classiche nel taglio ma coraggiose nelle lavorazioni e nelle fantasie. Tessuti a righe, tweed leggeri per la primavera e persino broccati. Ecco le scelte che hanno attirato di più gli sguardi durante Pitti Uomo.

IL PANTALONE RISCOPRE UNA NUOVA IDENTITÀ – Sempre più ricca e varia la scelta delle materie e dei trattamenti dei pantaloni per la prossima primavera-estate: dalle lane super 100’s in tinta unita nelle tonalità della terra o del cielo al tessuto tinto filo con disegno  jacquard pied-de-poule. E, ancora, cotoni e cotoni-lino, con tele doppie e armature nei toni dell’écru, i microperati che disegnano delle impercettibili righe su una base solare leggermente cangiante. Il jeans la fa da padrone ma il classico torna a righe.

Uno spazio della nuova boutique di Giorgio Armani in via Tornabuoni 38/r.


LE NUOVE MECCHE DELLO SHOPPING – Qui a Firenze, agli inizi degli anni Settanta, Giorgio Armani ha sfilato in Sala Bianca; qui ha realizzato le sue prime importanti collaborazioni; qui è tornato agli Uffizi per la Biennale della Moda ed ora ecco inaugurata una nuova boutique che porta il suo nome in via Tornabuoni 38/r. Uno spazio di 250 metri quadri e nove vetrine per presentare l’universo di Armani, fatto di bellezza assoluta e senso del rigore. Ermanno Scervino continua a potenziare la rete di vendita: dopo le ultime aperture estere (San Pietroburgo, Montecarlo e Hong Kong) la casa di moda ha inaugurato, in contemporanea al salone Pitti Uomo 94, la sua nuova boutique fiorentina: uno store di 300 metri quadri complessivi con quattro vetrine e due ingressi, di cui il principale via degli Strozzi 32/r. “Questa di Firenze è un’apertura a cui tengo moltissimo. Questo flagship, nella mia città, accoglierà tutti i miei valori, il made in Florence che trasmetto con le mie collezioni, che non va perso ma tutelato e tramandato alle generazioni future”, ha spiegato lo stilista.

GUCCI GARDEN – Il museo della maison all’interno di Palazzo della Mercanzia a Firenze, inaugura due nuove sale, che ospitano un’installazione dedicata alla collaborazione tra Gucci e Bjork. Queste due period room, situate al primo piano della Galleria, formano un unico grande spazio: temporaneamente verranno allestite per ospitare speciali manifestazioni, dedicate a particolari artisti o concept. Per la prima edizione, Gucci racconta la liaison tra la cantautrice islandese e Alessandro Michele: lo stilista ha infatti realizzato lo spettacolare abito che indossa l’artista nel videoclip The Gate (2017), un involucro luminescente che rende visibile e performativa la storia narrata dalle parole della canzone. Lo spazio espositivo appare quasi informe, quindi l’attenzione è catalizzata interamente dallo spettacolare abito: un trionfo di architettura ectoplasmatica che ha richiesto 550 ore per la realizzazione e altre 320 ore per i ricami. L’abito combina cinque metri di pvc iridescente finemente plissettato e 20 metri di organza di lurex, crêpe de chine e jersey di seta plissettati. E’ un vero capolavoro che racconta l’unione tra arte, moda e cinema.

 

HAVANA & CO  S/S19

 

 

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