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03 Set

Da sx  Alberto Scaccioni EMI, Salvatore Toma  Presidente Confindustria Moda Puglia, Clemente Contestabile Console Italiano ad Hong Kong, e Gianfranco Di Natale di Sistema Moda Italia

IL TOUR DELLA DELEGAZIONE ITALIANA A HONG KONG

 

Il tour della delegazione italiana di EMI e SMI prosegue il suo roadshow per promuovere  la moda Made In Italy, dopo Mosca la seconda tappa è Hong Kong. I 12 brand italiani che partecipano a questa edizione sono supportati dai vertici di Sistema Moda Italia ed Ente Moda Italia, a loro volta accolti dal Console Generale d’Italia a Hong Kong e Macao Clemente Contestabile.
Il diplomatico già aveva dichiarato durante il suo recente insediamento: “La presenza italiana nelle due Regioni Amministrative Speciali è solida e in continua espansione: oltre alle attività imprenditoriali, sono numerose le associazioni e le iniziative che vedono gli Italiani protagonisti. Il Consolato Generale è al vostro servizio. Lavoreremo per garantirvi servizi consolari efficienti e moderni, segnalandoli man mano, attraverso i canali di comunicazione del Consolato Generale. Continueremo a promuovere il nostro Bel Paese, il made in Italy, le nostre eccellenze, in coordinamento con l’Ambasciata a Pechino e in stretta sinergia con l’Ufficio ICE di Hong Kong, la Camera di Commercio Italiana ad Hong Kong e Macao e tutti gli attori del Sistema Italia”.

Già questa dichiarazione rende bene l’idea di quanto l’area sia considerata importante dai vertici italiani e di conseguenza di quale sia il valore della missione di EMI e SMI in un mercato dove, stando ai dati forniti dal Centro Studi di Confindustria Moda per SMI, nei primi 3 mesi del 2018, l’export italiano verso la Cina ha registrato un incremento significativo di ben il 34%. Ulteriore  conferma della rilevanza strategica della Cina per il fashion system italiano è data dal fatto che la partecipazione di EMI al salone di Hong Kong, che si svolge annualmente a settembre, si affianca a quella a Chic, il China International Fashion Fair, sempre a Shanghai, a cui la società prende parte in occasione dell’edizione di marzo.

Centrestage è organizzata da HKTDC all’interno degli spazi dell’Hong Kong Convention and Exhibition Center, questa edizione ospita circa 230 brand da tutto il mondo, evento  B2B , che tuttavia nella giornata di chiusura apre le porte al pubblico.

Sottolinea Alberto Scaccioni, AD di EMI: “Con questa partecipazione a Centrestage vogliamo incrementare il lavoro a supporto delle aziende italiane, espandendo in modo strategico il network di contatti commerciali sul mercato cinese”, aggiungendo “Nella nostra strategia di penetrazione del mercato cinese, Hong Kong rappresenta una tappa fondamentale”.

Schermata 2018-09-06 alle 19.11.50“Hong Kong  – dichiara Salvatore Toma, Presidente Confindustria Puglia –   è crocevia per la moda e il lusso in Asia, rappresenta un altro importante interlocutore per una strategia di penetrazione del mercato cinese. Oltre ad essere riconosciuta come trend-setter per il fashion e lifestyle, Hong Kong è uno dei principali centri economici della regione, e con la sua politica di dazi agevolata è una porta di accesso privilegiata verso la Cina e nei Paesi di tutta l’area”. Queste parole si inseriscono perfettamente con quanto già dichiarato precedentemente dal presidente Toma nell’articolo del 28 marzo 2018 relativo alla sua visita esplorativa nei Paesi del Sud Est Asiatico.

 

HAVANA&CO.   Press Office

 

 

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20 Ago

Havana & Co. sarà presente al prossimo CPM Mosca 2018 che si terrà nella capitale russa dal 04 al 07 settembre 2018 .

Expocentre Moscow Krasnopresnenskaya Nab. 14, MOSCOW, RUSSIA UBICAZIONE ALL’INTERNO DELLA FIERA- HALL 2.1 STAND 17.

HAVANA&CO. con questa partecipazione si inserisce nel mercato dell’est Europa dove CPM è la fiera di maggior importanza. Allo stand saranno presenti le collezioni Uomo primavera estate 2019. Linee che si incentrano sui viaggi, tipico elemento delle collezioni HAVANA&CO, che entrano in una nuova fase legata ai ricordi e agli anni ’60. Destinazione Capri e il suo mare, il suo vestire leggero e curato, i suoi colori che prediligono le mille sfumature di azzurro sabbia e bianco.
Un nuovo abbigliamento dalla silhouette morbida, dal punto vita segnato, ma dai volumi rilassati. Gessati, madras e tanti pied de coq, si contrappongono a uniti dalle tinte pastellate e dalle mischie di fibre naturali, tre temi colori: bianco-antracite-rosa cipolla; bianco-cielo-blu indaco; bianco-sabbia-blu navy. Voglia di leggerezza nei lini, voglia di ricercatezza nei ricami (su camicie e giubbini), voglia di graficità nelle camicie (collo capri) e nelle maglie. Cartoline e francobolli jacquard, compaiono nelle fodere, nelle camicie e nelle t-shirts, componendo immagini ispirate a un album fotografico di una vacanza fantastica. Messaggi positivi di un bel paese tanto caro a tutto il mondo. Accanto alla linea abbigliamento, una capsule activ, fatta di materiali tecnici e di modellature dai volumi sportivi.

La Fiera CPM: nell’ultima edizione del febbraio 2018 sono state presentate 143 collezioni italiane su 1.350 totali provenienti da 30 paesi. Dati positivi anche in merito ai visitatori: circa 25.000 (contro i 23.000 dell’anno precedente), per lo più provenienti dalla Russia e della comunità degli Stati Indipendenti.

Cpm Moscow –  è organizzato da Messe Duesseldorf Mosca e Igedo Company con il supporto di Messe Düsseldorf. Questo gli ha permesso di diventare la più importante piattaforma di moda nell’Europa dell’Est negli ultimi 15 anni.

Durante la rassegna, vari seminari professionali, mentre giovedì 6 settembre verrà annunciato il vincitore del concorso ‘New Faces Young Designer’ organizzato dal magazine Intimoda. Tra gli altri eventi, il ‘Grand Defilé Body & Beach powered by Lingerie Magazin’, che avrà luogo la prima sera della fiera. 

HAVANA&CO

Press Office

03 Lug

Tra i trend dominanti in fiera hanno spiccato quelli della sostenibilità, tra fibre bio-based e riciclo; quello del Luxury Athleisure, con filati che possano garantire funzionalità e stile, ma anche quello di filati opalescenti dall’aspetto gioiello.

Pitti Filati n. 83, la manifestazione che Pitti Immagine dedica alle imprese del settore filatura per la maglieria. Un comparto che, secondo le stime di Confindustria Moda, ha chiuso il 2017 con ricavi a 2,8 miliardi di euro, in sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente, ma in leggero calo rispetto ai dati 2014 e 2015. In lieve flessione (-0,4%) anche l’export, che si è attestato su 824 milioni di euro. L’andamento delle esportazioni, tuttavia, sarebbe in miglioramento: i dati Istat relativi al primo trimestre 2018, infatti, restituiscono una crescita del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Pitti Filati 83,  alla Fortezza da Basso di Firenze, si conclude  all’insegna dell’ottimismo. Protagoniste della manifestazione sono stati 129 aziende, di cui 27 straniere, che presentano le loro collezioni di filati per l’autunno-inverno 2019/2020. Tra i trend dominanti in fiera hanno spiccano quelli della sostenibilità, tra fibre bio-based e riciclo; quello del luxury athleisure, con filati che possano garantire funzionalità e stile, ma anche quello di filati opalescenti dall’aspetto gioiello.

Tanti gli eventi, entro e fuori le mura della Fortezza: il progetto speciale di questa edizione, innanzitutto, è la presentazione degli archivi della Modateca Deanna, con le collezioni knitwear di Marina Spadafora. L’obiettivo? Celebrare l’eccellenza italiana, ovviamente. Non manca lo Spazio Ricerca, dedicato alla sperimentazione: quest’anno si intitola “WWW” e guarda alle nuove generazioni native digitali. Per la prima volta in assoluto, inoltre, a Pitti Filati è presente uno spazio dedicato a Lineapelle: un’area progettata per offrire un’anteprima della manifestazione (che si svolgerà a Milano dal 25 al 27 settembre 2018) con “Today is tomorrow: an Anteprima by Lineapelle”, con una selezione di materiali sempre per l’A-I 2019/2020.

HAVANA & CO

 

16 Giu

Anche nella sua 94esima edizione, Pitti Uomo, la più grande fiera maschile al mondo in scena a Firenze, si conferma punto di riferimento per il menswear internazionale. Oltre al numero sempre crescente di visite (oltre 30.000) e stand espositivi, ad aumentare sono anche i compratori (circa 20.000 con 8.400 buyers dall’estero, dalla Germania agli Usa, dal Giappone alla Turchia fino in Russia) che registrano un +3% rispetto a giugno 2017. Nella rocca militare medicea di 60mila metri quadri di idee, riflettori puntati sulle proposte per la primavera-estate 2019 di 1.240 aziende, più del 45% in arrivo dall’estero, che puntano a rinvigorire la voglia di moda per una clientela scaltra e sempre collegata ai social, con proposte inedite e accattivanti, mixando la grande tradizione manifatturiera italiana con l’approccio visionario verso il futuro dello stile per lui. Un’edizione dagli ottimi risultati e ricca di novità dunque, quella di Pitti 94: ripercorriamo insieme gli eventi e le tendenze che hanno lasciato il segno e faranno del 2019 un’annata da ricordare.

LO SPORTSWEAR è oggi il linguaggio visivo più diffuso, riconoscibile e amato da Millennial e Generazione Z, fasce d’età tanto corteggiate quanto esclusive; nella moda lo hanno capito tutti, sia i grandi marchi specializzati, da tempo protagonisti dello stile, che gli emblemi dell’eleganza più tradizionale e lussuosa, impegnati in un’appropriazione del genere che piace sempre di più. Merito anche della diffusione virale che questo universo ha nella vita quotidiana, nella strada, visto che è da lì che spesso nascono manie e tendenze contemporanee.

ROBERTO CAVALLI – Da poco più di un anno ha assunto un incarico prestigioso quanto impegnativo Paul Surridge, stilista inglese, direttore creativo del brand che ha appena sfilatato sul sagrato della Certosa di Firenze, luogo del misticismo mai aperto prima d’ora ad eventi di moda, come special guest di Pitti Uomo 94. In passerella solo Moda Maschile sullo sfondo musicale di Bjork, simbolo di positività e di bellezza sublimata. Una collezione che esplora l’eleganza maschile, sartoriale, con dettagli artigianali e proposte tecniche e manifatture d’un tempo dal fascino intatto. Sulla maglia e sulla pelle.

Il primo trench creato da Herno nel 1948.

HAPPY BIRTHDAY HERNO, LARDINI E PIGNATELLI – Alcuni compleanni sono sinonimo di grande storia imprenditoriale e umana e di successi straordinari: un vero peccato non celebrarli. Il primo è il 70esimo anniversario di Herno, l’azienda capitanata da Claudio Marenzi, presidente e ceo. I festeggiamenti in una magnifica location, la Stazione Leopolda. Si tratta di L.I.B.R.A.R.Y. , un format che sta per “Let Imagination Break Rules and Reveal Yourself”. Insomma, un mega evento per narrare la grandezza di un’azienda che ha segnato il mondo della moda con i suoi traguardi nella ricerca tecnologica dei tessuti più inediti e nell’espressione dello stile made in Italy. Sono 50, invece, gli anni festeggiati da Carlo Pignatelli nel “Salon of Excellence”, a Palazzo Capponi Vettori, in sinergia con la Camera Italiana Buyer Moda. Il celebre sarto presenta le nuove collezioni Uomo Sartgorial e Cerimonia 2019 e un’anteprima di Cerimonia Donna. In scena i prodotti couture celebrativi dell’immaginario creativo della maison, che ripercorrono i temi che hanno ispirato Pignatelli nel corso dei 50 anni della sua carriera e che hanno guidato la nascita di abiti concepiti come opere d’arte: il cinema, il teatro, i personaggi della storia e del costume, icone di stile e protagonisti di sogni passati, presenti e futuri. Gli anni di Lardini, l’azienda nata nel 1978 a Filottrano nelle Marche, sono 40. All’inizio si trattava di un laboratorio sartoriale, poi arrivò la produzione conto terzi per i marchi più altolocati a livello internazionale. Infine la propria etichetta. Tutto inizia da una passione, dal desiderio di realizzare qualcosa di bello, qualcosa che duri.

Un look dalla sfilata di Roberto Cavalli firmato Fumito Ganyru.

BIRKENSTOCK SI RIFÀ L’IMMAGINE – 
La sfilata–showcase con party a seguire di Birkenstock è stata memorabile. Il marchio di calzature tedesche ha fatto tappa a Firenze dopo essere stato sei mesi fa a Parigi per presentare il suo restyling in chiave fashion.
FUMITO GANRYU DEBUTTA DA STILISTA INDIPENDENTE 
- Lo stilista nipponico, designer project di Pitti Uomo 94, ha presentato un culture crush tra la tradizione vestimentaria giapponese, con forme ora che ricordano quelle dell’Hakama, ora le tuniche dei monaci buddisti e l’estetica active. Ad aprire la sfilata sono stati dei nuovi Soey, i monaci soldati, con tuniche lunghe e cappuccio ed è subito chiaro che qui menswear è sinonimo di ricerca. Lo show è altamente concettuale, come nella più pura tradizione del fashion made in Japan, dove si lavora per sottrazione, fit asciutti o over, colori basici che spaziano dall’opposizione bianco/nero fino ai primari che sbucano di tanto in tanto e soprattutto ricerca sul tema della contemporaneità, che si esprime nei dettagli gym, con maglie e pantaloni portati a tracolla attraverso ganci di plastica, lunghe cinture in silicone e stratificazioni e sovrapposizioni utility pensate per rispondere alle esigenze di un samurai metropolitano.

GIACCHE RETRO tra il gentiluomo di campagna e l’armatore. Le giacche da uomo della primavera estate 2019 sono classiche nel taglio ma coraggiose nelle lavorazioni e nelle fantasie. Tessuti a righe, tweed leggeri per la primavera e persino broccati. Ecco le scelte che hanno attirato di più gli sguardi durante Pitti Uomo.

IL PANTALONE RISCOPRE UNA NUOVA IDENTITÀ – Sempre più ricca e varia la scelta delle materie e dei trattamenti dei pantaloni per la prossima primavera-estate: dalle lane super 100’s in tinta unita nelle tonalità della terra o del cielo al tessuto tinto filo con disegno  jacquard pied-de-poule. E, ancora, cotoni e cotoni-lino, con tele doppie e armature nei toni dell’écru, i microperati che disegnano delle impercettibili righe su una base solare leggermente cangiante. Il jeans la fa da padrone ma il classico torna a righe.

Uno spazio della nuova boutique di Giorgio Armani in via Tornabuoni 38/r.


LE NUOVE MECCHE DELLO SHOPPING – Qui a Firenze, agli inizi degli anni Settanta, Giorgio Armani ha sfilato in Sala Bianca; qui ha realizzato le sue prime importanti collaborazioni; qui è tornato agli Uffizi per la Biennale della Moda ed ora ecco inaugurata una nuova boutique che porta il suo nome in via Tornabuoni 38/r. Uno spazio di 250 metri quadri e nove vetrine per presentare l’universo di Armani, fatto di bellezza assoluta e senso del rigore. Ermanno Scervino continua a potenziare la rete di vendita: dopo le ultime aperture estere (San Pietroburgo, Montecarlo e Hong Kong) la casa di moda ha inaugurato, in contemporanea al salone Pitti Uomo 94, la sua nuova boutique fiorentina: uno store di 300 metri quadri complessivi con quattro vetrine e due ingressi, di cui il principale via degli Strozzi 32/r. “Questa di Firenze è un’apertura a cui tengo moltissimo. Questo flagship, nella mia città, accoglierà tutti i miei valori, il made in Florence che trasmetto con le mie collezioni, che non va perso ma tutelato e tramandato alle generazioni future”, ha spiegato lo stilista.

GUCCI GARDEN – Il museo della maison all’interno di Palazzo della Mercanzia a Firenze, inaugura due nuove sale, che ospitano un’installazione dedicata alla collaborazione tra Gucci e Bjork. Queste due period room, situate al primo piano della Galleria, formano un unico grande spazio: temporaneamente verranno allestite per ospitare speciali manifestazioni, dedicate a particolari artisti o concept. Per la prima edizione, Gucci racconta la liaison tra la cantautrice islandese e Alessandro Michele: lo stilista ha infatti realizzato lo spettacolare abito che indossa l’artista nel videoclip The Gate (2017), un involucro luminescente che rende visibile e performativa la storia narrata dalle parole della canzone. Lo spazio espositivo appare quasi informe, quindi l’attenzione è catalizzata interamente dallo spettacolare abito: un trionfo di architettura ectoplasmatica che ha richiesto 550 ore per la realizzazione e altre 320 ore per i ricami. L’abito combina cinque metri di pvc iridescente finemente plissettato e 20 metri di organza di lurex, crêpe de chine e jersey di seta plissettati. E’ un vero capolavoro che racconta l’unione tra arte, moda e cinema.

 

HAVANA & CO  S/S19

 

 

02 Giu

 

HAVANA&CO SPRING SUMMER 2019

Il viaggio, tipico elemento delle collezioni HAVANA&CO, entra in una nuova fase legata ai ricordi e agli anni ’60. Destinazione Capri, il suo mare, il suo vestire leggero e curato, i suoi colori che prediligono le mille sfumature di azzurro sabbia e bianco.
Un nuovo abbigliamento dalla silhouette morbida, dal punto vita segnato, ma dai volumi rilassati. Gessati, madras e tanti pied de coq, si contrappongono a uniti dalle tinte pastellate e dalle mischie di fibre naturali, tre temi colori:

1. bianco-antracite-rosa cipolla in testata

 

2. bianco-cielo-blu indaco

 

3.bianco-sabbia-blu navy.

Voglia di leggerezza nei lini, voglia di ricercatezza nei ricami (su camicie e giubbini), voglia di graficità nelle camicie (collo capri) e nelle maglie. Cartoline e francobolli jacquard, compaiono nelle fodere, nelle camicie e nelle t-shirts, componendo immagini ispirate a un album fotografico di una vacanza fantastica. Messaggi positivi di un bel paese tanto caro a tutto il mondo. Accanto alla linea abbigliamento, una capsule activ, fatta di materiali tecnici e di modellature dai volumi sportivi.

Un nuovo modo di vivere la quotidianità in maniera più contemporanea e confortevole. Tutto nelle gradazioni dei blu/bianco/grigio. Per un uomo presente al 100%.

 

 

01 Feb

 

 

GALA FC PORTO GOLDEN DRAGONS

 

Il gala dell’FC Porto, Golden Dragons, ha riunito diverse personalità legate a questo sport. Tra i giocatori presenti c’erano due che non passavano inosservati.

 

Iker Casillas, 36 anni, e José Sá, 24, i due portieri che attualmente competono per il gol dei Dragoni sono apparsi insieme ai loro compagni di squadra. Sono anche rivali, ma nel campo della bellezza e dell’eleganza.

 

Il giovane portiere José Sá indossava un abito del Brand italiano Havana & Co. foto qui sopra.

I due accompagnati dalle due belle mogli. La moglie di Casillas, Sara Carbonero, 33 anni e la fidanzata di José Sá, Raquel Jacob, 27 anni, anche loro in vista per i loro look molto ricercati.

Havna & Co Press Office

 

 

20 Gen

Confindustria Taranto Pitti Immagine
Uomo a Martina Franca
relatori:
Salvatore Toma,
Vincenzo Cesario,
Michele Mazzarano.

 

La conferenza stampa con l’assessore Regionale Michele Mazzarano. Il quale dichiara “Un settore in fortissima crescita quello della produzione moda pugliese, la valorizzazione di questo asset ha un grande significato e necessita priorità, perchè da il senso di un territorio che è in grado di investire oltre le culture tradizionali degli insediamenti industriali, creando un futuro”.

Di ritorno dal Pitti Immagine Uomo93 Il Presidente di Confindustria Vincenzo Cesareo, afferma, ” il settore della moda è sempre stato trainante nell’economia del nostro territorio, solo che ce l’eravamo dimenticato, perchè non eravamo stati capaci di cogliere, come comunità, i segnali di cambiamento tecnologico necessari per stare al passo con i tempi. E’ vincente infatti il coraggio di sapersi reinventare, che hanno avuto molte aziende. Vincente anche la  contaminazione dei vari settori performanti quali la  moda, il turismo, e l’enogastronomia. Questo particolare insieme di elementi crea un mix di asset molto attrattivi del commercio, non solo nazionale ma anche internazionale. Concetto molto apprezzato anche al Pitti 93 a Firenze, conclude Cesareo, dove si è parlato  pugliese e martinese anche solo per una notte.

In fine il Presidente del settore moda di Confindustria Salvatore Toma ha concluso dichiarando, ” Penso che abbiamo voluto rompere il ghiaccio, abbiamo fatto qualcosa che non era mai stato fatto fino ad ora. La collaborazione completa di sette aziende, sette imprenditori, sette brand, che si sono scambiati know how, buyers e molto ancora”. Sta iniziando una nuova era infatti, la voglia di fare squadra, anche tra competitors dello stesso settore, senza pestarsi i piedi anzi collaborando per un obiettivo comune, il Made in Italy e il futuro della nostra regione.

14 Gen

 

INDUSTRIA DELLA MODA .IT IN CRESCITA

 

Sostenuta da una crescita delle esportazioni del 4%, nel 2017 la moda italiana (tessile-abbigliamento, pelle, pelletteria e calzature) ha totalizzato 64,8 miliardi di ricavi, in aumento del 2,5% rispetto al 2016, come emerge dal preconsuntivo elaborato da Camera Moda.

Se si includono settori collegati come gli occhiali, i gioielli, la bigiotteria e la cosmesi, il fatturato annuale sale a 87,1 miliardi (+2,8% rispetto al 2016) e l’export raggiunge i 65,8 miliardi (+6%).

La principale preoccupazione, secondo gli analisti, resta la diversa tendenza tra prezzi sell-in (fermi sui livelli del 2016) e sell-out (in calo).

Nei primi nove mesi l’extra-Europa ha accelerato gli acquisti rispetto all’Europa: +5,8% contro il +2% dell’Ue. La domanda da Cina e corea è cresciuta a cifra doppia (rispettivamente +13,5% e +12,8%), mentre in Giappone è rimasta sostanzialmente ferma (-0,3%). Le vendite in Russia hanno realizzato un +12,8%, mentre quelle negli Usa un -1,3%.

Nelle previsioni, il miglioramento dell’export porta il saldo commerciale della moda da 16,5 a 17,6 miliardi di euro (se si considera il fashion con i settori collegati l’avanzo passa da 25,4 a 27,9 miliardi).

Il 2017 ha portato anche a un lieve aumento degli occupati della moda, da 565mila a 569 mila.

From :  Alessandro Sicuro Comunication
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Giacca  HAVANA & CO
09 Gen

FIRENZE PITTI 93 CERIMONIA DI INAUGURAZIONE

 

 

Dal ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda – che nella rinnovata sede della Camera di Commercio a Firenze, ha aperto la 93esima edizione di Pitti Uomo – la spinta al sistema moda a continuare reinventarsi, affrontando i mercati che cambiano sempre più rapidamente, e a farlo con l’aiuto del Governo.

«I soldi ci sono – ha detto Calenda – e il piano di finanziamento per il Made in Italy nel prossimo triennio è stato approvato. Il punto è cosa vogliamo farci».

Il piano per il Made in Italy prevede un investimento di circa 200 milioni di euro e ha come focus l’attività di internazionalizzazione e il sostegno alle fiere di riferimento. «Investiamo i soldi a disposizione – ha sottolineato il ministro – solo sugli appuntamenti fieristici ai vertici delle classifiche mondiali. Lo facciamo da quattro anni: Pitti è stato il primo, sembra funzionare bene, gli operatori sono contenti e quindi è giusto continuare».

 

Ma è nella seconda parte dell’intervento che Calenda ha strappato gli applausi più sentiti dalla platea di imprenditori presenti: «I buoni risultati conseguiti dal sistema moda italiano, che si credeva sconfitto e invece rinasce, rappresentano una metafora vincente per tutta l’Italia».

«Si tratta di un settore che più di tutti ha preso in faccia la globalizzazione non governata – ha proseguito – e che pur trascurato dalla politica, ha saputo rimettere insieme i pezzi e ritrovare una strategia di sistema capace di invertire la tendenza. Questo non garantisce il futuro di un’azienda, però assicura che le premesse per andare avanti ci siano tutte. Da qui può venire un messaggio importante non solo per l’economia ma anche per l’etica del nostro Paese».

 

Alla cerimonia d’inaugurazione di Pitti Uomo sono intervenuti anche il presidente della Camera di Commercio Leonardo Bassilichi, il sindaco Dario Nardella, il presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana Andrea Cavicchi, il presidente Pitti Immagine e Confindustria Moda Claudio Marenzi e l’assessore regionale Stefano Ciuoffo (nella foto di Nonamephoto Studio). Nel suo intervento Marenzi, oltre a commentare la congiuntura macroeconomica, si è concentrato sulle

 

 

trasformazioni del sistema fieristico.  “Bisogna parlare di una settimana della moda maschile italiana – ha spiegato – con Firenze e Milano che si completano: deve essere il modo in cui andiamo avanti a collaborare. Nei prossimi anni vivremo una rivoluzione, ma i due punti fermi per le settimane della moda saranno Parigi e l’Italia. Da noi per la donna c’è Milano, ma per l’uomo ci sono due centri che lavorano insieme. I veri competitor sono fuori dall’Italia».

In questo quadro, secondo Marenzi, Pitti Uomo deve assecondare il cambiamento. «Il sistema moda evolve. Molto è dovuto ai social e al digitale, che hanno reso protagonista il consumatore. C’è sempre più interazione fra i brand e i consumatori e questa situazione porterà ancora a grandi mutamenti».

from: Alessandro Sicuro Comunication
0ccbdf6
09 Gen

 

HAVANA & Co. Il brand interamente realizzato in Italia, con maestranze italiane, rappresenta un gruppo industriale storico il GST, un retaggio culturale della manifattura di abbigliamento Made in Puglia. Il brand presente al Pitti93 con le collezioni Fall-Winter 18/19. Il tema della collezione è la Scozia, meta di un viaggio estetico che ripercorre la tradizione del vestire formale maschile reinventato, aggiornando volumi – tessuti – e colori.


Due temi colore: il primo (grigio flanella – moro – bianco lana) rinnova il dress-code con tessuti di lana dall’aspetto cardato. Disegnature a spina di pesce o a Galles dalla grafica nebbiosa. La maglieria è leggera e unita, ma con effetti rilievo evidenti ispirati alle carte da parati degli anni ’60. Velluto a coste e piccoli interventi in scamosciato su tutti i capi. Il secondo tema (grigio ardesia-verde muschio e blu) si ispira al tartan della tradizione e ha come elemento caratterizzante il cardo. Al capo spalla in lana lavorato a taglio vivo o tradizionale si innestano gilet o cappucci in nylon imbottito.
Anche il nuovo cappotto ha l’interno in nylon imbottito e trapuntato a grosse fasce orizzontali e vuole emulare il piumino sportivo. I volumi sono più comodi, i pantaloni in tessuti tradizionali e non lavati si aggiornano con pinces profonde, e le camicie anche esse presentano disegnature a spina di pesce o Galles con effetti flanellati o interventi bouclé.
Un  ritorno  alla  tradizione  indice  di  recupero  delle  regole  dell’abbigliamento  Uomo. Le regole del “ben vestire”.